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Essere felice del proprio lavoro si può, se sai come fare - Blog

ssere felice del proprio lavoro si può

Come raggiungere la felicità nella propria carriera lavorativa 

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ESSERE FELICE DEL PROPRIO LAVORO SI PUÒ, SE SAI COME FARE! 

In questo articolo voglio condividere con Te come mai devi considerare la felicità un punto focale della tua vita – non solo un benessere passeggero.

 

Si parla troppo spesso di Felicità, la ricerchiamo costantemente ma senza avergli mai dato un concetto chiaro ed esaustivo, cercando di capire cosa significhi profondamente per noi – ma allora perché la bramiamo così tanto sia nella vita privata, come nel lavoro?

Ti dico la mia, perché ritengo che sia uno dei grandi motivi che genera frustrazione nel mondo del Business.

Secondo me chiunque vorrebbe essere ‘felice’ – ognuno di noi vorrebbe essere accerchiato da quell’aura di serenità in grado di permettergli di agire contro le trappole dietro l’angolo che il mondo del business ogni giorno ti riserva.

Io di sicuro lo vorrei e credo che se hai un’attività di Business lo vorresti anche tu, evitando di cadere nel tranello dell’infelicità stessa.

 

Indipendentemente dalla tipologia della tua attività o dall’ambiente in cui ti trovi – sono le tue motivazioni a permetterti di raggiungere l’obbiettivo prefissato, non solo nell’intima sfera personale di te stessa/o, ma anche nella tua carriera imprenditoriale. 😉

Ti sei mai capitato di sentirti infelice nel tuo lavoro?

Ti sei mai sentito sottovalutata/o?
Inoltre, allargando il pensiero, quante persone possono affermare con certezza di essere soddisfatte del proprio lavoro?

 

Sappi che quest’ultimo interagisce con la persona in due modi: in negativo o in positivo.

∙ Lo stress, la frustrazione e l’incompletezza del non aver imparato qualcosa di nuovo ci inducono all’insoddisfazione e dritti dritto verso l’infelicità.

∙ Dall’altra parte la felicità – è in grado di trasmetterci la voglia di fare e di produrre. Qualunque sia la tua attività, quando arrivi a sera hai la consapevolezza d’avere acquisito un nuovo bagaglio ed un ruolo significativo.

 

Ricapitolando, la felicità ci rende pronti a dare il nostro meglio. Ma quando allora siamo spronati e stimolati a dare il meglio, quando otteniamo un Bonus? Degli incentivi?

Sono gli incentivi a far girare il mondo?

 

Per me non è così, anzi – si dice: “Lavorare di buona voglia è il miglior mestiere.”
Dare un bonus solo per incentivare se stessi o dei collaboratori alimenterebbe un effetto domino disarmante – perché ognuno di noi è responsabile solo, di un pezzo del puzzle finale, una minima parte.

 

Ciò mi porta a raccontarti della ‘Teoria degli incentivi e delle motivazioni’

Immagina, era il 1976 (parlando di Mercato è come parlare dell’era giurassica), i due economisti Michael Jensen e William Meckling pubblicano uno studio: “Come mai i dirigenti non si comportano sempre nel miglior interesse degli azionisti?”

Tale opinione è stata formulata su una causa di fondo nella quale le persone lavorano a seconda di come vengono pagate – un incentivo finanziario.

“Basterà pagarlo per fargli fare quel che si vuole e quando si vuole.”

 

Un concetto basilare che si potrebbe tranquillamente apportare anche nella sfera familiare, come una madre che per ogni dieci in pagella del proprio figlio gli dona un premio in denaro.

Quindi gira tutto intorno ai soldi-incentivati’– questa felicità frapposta tra il denaro ed il benessere?

Questa teoria che nasce in un tempo lontano e in contesto economico decisamente diverso è una delle maggiori cause di infelicità professionale di oggi.

Ecco perché non sono di questo parere!
Basti notare le associazioni no-profit che riescono a motivare il proprio staff senza l’ausilio del guadagno. Le forze armate, rendono servizio al proprio paese ma senza un ritorno economico. Entrambi, sono soddisfatti del proprio mestiere e della responsabilità del ruolo che ricoprono.

 

Esiste una seconda scuola di pensiero sul concetto di ‘Motivazione’

Una teoria di due fattori – due aspetti separati che persistono nei periodi buoni e in quelli cattivi di una qualsiasi attività di Business.

Lo scrittore Frederick Herzberg ha pubblicato un articolo nel quale si illustra che è possibile amare e odiare al tempo stesso la propria attività di Business o il proprio lavoro.

I due fattori sono:

I Fattori di igiene, dove ci sono elementi del lavoro che, se non sono adeguati, causano insoddisfazione.

sono aspetti che non motivano direttamente ma, se non vengono soddisfatti, producono insoddisfazione e infelicità. Rientrano fra questi per esempio:

  • Controllo da parte dei superiori;
  • Le politiche pressanti delle risorse umane;
  • Le condizioni di lavoro eque (orario, riposo settimanale, stipendio);
  • Le relazioni interpersonali;
  • La sicurezza del lavoro;
  • Il rapporto tra vita professionale e personale.

Per farti un esempio, è importante non avere un capo che ti manipoli per i propri scopi.

 

Un altro esempio è la retribuzione – una trappola mortale in grado di piantare un cancro nella società. Come ti ho accennato in precedenza è importante che ognuno di noi non inizi a credere di lavorare più di un altro e di essere pagato meno.

 

“L’opposto dell’insoddisfazione lavorativa non è la soddisfazione lavorativa, ma l’essenza di insoddisfazione lavorativa.”

In sintesi, puoi porre rimedio alle cause di insoddisfazione ma questo non crea soddisfazione; aggiungere fattori di soddisfazione non elimina l’insoddisfazione. 😉

 

Questo per dirti che non è la stessa cosa e che un ambiente di lavoro sicuro e confortevole, così come le relazioni con colleghi e dirigenti, uno stipendio adeguato non bastano a farvi amare il vostro lavoro, vi permetteranno solo di smettere di odiarlo.

Conclusione:

Il denaro non è un fattore motivante!

 

Il secondo dei due fattori sono:

I fattori motivanti: sono quei aspetti che quando presenti appagano i bisogni superiori di una Persona e che la spingono ad una maggiore motivazione e produttività sul lavoro e nel Business.

Nel momento in cui non dovessero essere soddisfatti, questi fattori non comportano l’insoddisfazione dell’individuo.
Rientrano in questa categoria per esempio:

  • Il riconoscimento dei risultati raggiunti;
  • La responsabilità;
  • Lavoro qualificante e specializzato;
  • La crescita professionale;
  • L’avanzamento nella carriera.

È possibile trovare un equilibrio grazie ai fattori motivanti e ai fattori di igiene

Cosa ci soddisfa in modo davvero profondo, per cui amiamo il nostro lavoro?

Sono condizioni intrinseche un riconoscimento, una responsabilità, l’essere stimolati ed avere una crescita personale – un contributo alla motivazione che è dentro di noi e nel nostro lavoro.

 

Come possono persone che sembrano avere il mondo ai propri piedi, trovarsi a fare scelte e prendere decisioni intenzionali che impediscono loro di sentirsi realizzati?

 

Il denaro è una priorità assoluta?

No, vi è ben altro, non è l’avere il guadagno a ‘farci ricchi’, ma il viaggio – il percorso per raggiungere la meta, quel senso di realizzazione in grado di farci sentire completi, d’aver trovato un lavoro che si ama.

Il denaro e la ricchezza sono sempre una conseguenza!

 

Ricapitolando: essere felice del proprio lavoro si può, se sai come fare“Trova un lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno nella vostra vita.”

Mi sembra un buon motivo per svegliarsi la mattina e dare il meglio di sé, trovare il cosiddetto ‘vero Nord’.

 

– Questo lavoro è importante per me?

– Cosa fa per me ogni risultato che ottengo?

– Mi dà la possibilità di crescere?

– Imparerò qualcosa di nuovo?

 

Vi è un rischio peggiore, di quello di non rischiare – è il non essere felici, appagati e soddisfatti del proprio lavoro.

Costruisci la tua felicità nel Business che ami!

Fai che accada!

E Tu che ne pensi? Scrivi QUI sotto il Tuo parere rispondendo a questo post!

Per il Tuo Successo Imprenditoriale!

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Leadership Trainer & Business Coach
www.leadershiplab.it

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About Marco Merangola
Formatore & Business Coach tra i più stimati e apprezzati Master Trainer e Business Coach nel nostro bel paese e punto di riferimento riconosciuto della LEADERSHIP PROFESSIONALE in Italia. Nasce a Gubbio (PG) il 03 maggio 1962, dopo gli studi scientifici in ambito commerciale prima e sociologici applicati all'azienda poi, si dedica allo studio accademico e di approfondimento di nuove conoscenze nell'ambito delle Scienze della Comunicazione con indirizzo alla Leadership presso l'università La Sapienza di Roma. Master in PNL, Programmazione Neuro Linguistica (con R. Bandler), Coach certificato FIC (Federazione Italiana Coach) e membro attivo dell'AIF (Federazione Italiana Formatori). Iscritto alla lista consulenti accreditati alla regione Umbria.