Allenarsi all’ingiustizia

Allenarsi all’ingiustizia, come fare

 

Immagina la scena! Quarti di finale olimpiadi di pallavolo Londra 2012

Italia stati uniti è la partita e nel primo set, in un match ad eliminazione diretta, si gioca punto a punto.

Sul 27 pari, una palla nettamente fuori della nazionale americana viene chiamata dentro. Naturale attendersi che i giocatori italiani vadano su tutte le furie.

 

Invece no, dopo un tentativo di spiegazione con gli arbitri, non si scompongono e rimangono concentrati, riuscendo a vincere quella partita.

Ad assistere alla scena con un pizzico di soddisfazione c’è il loro allenatore sicuro che i suoi ragazzi  reagiranno bene, per il semplice fatto che tra i tanti aspetti tattici, mentali, tecnici, ha curato anche l’allenamento a qualcosa di ingiusto e inatteso. Da qui nasce il concetto di allenarsi all’ingiustizia.

 

Mauro Berruto, ormai ex allenatore di quella nazionale, racconta spesso questo episodio, indicando proprio come nel corso della preparazione alle olimpiadi aveva studiato insieme al suo staff, un allenamento per preparare la squadra a decisioni ingiuste  o eventi inattesi.

 

In particolare, racconta Berruto, in una sessione di allenamento aveva portato il livello di tensione talmente alto da far perdere il controllo a molti giocatori, ottenendo così un salto mentale nella loro testa che portò a due risultati in termini di atteggiamento: massima concentrazione verso l’obiettivo e capacità di reazione immediata a qualsiasi evento.

 

L’esempio citato ci riporta al periodo che stiamo vivendo. Nelle nostre vite private e lavorative è arrivato un avvenimento esterno, inatteso e imprevedibile, che ha minato le nostre sicurezze, mentali e materiali.

 

Un bacillo invisibile agli occhi sta stravolgendo intere nazioni da un punto di vista sociale ed economico.

 

Dal manager all’operaio, dall’imprenditore all’impiegato, dal venditore al networker, dallo studente al professore, tutti siamo stati messi sulla stessa linea di ripartenza, con uno starter che non ha una pistola ma una semplice domanda:

 

Come reagisco da ora in poi?

Come possiamo allenarsi all’ingiustizia?

 

 

La forza di LeadershipLab, come spesso diciamo, è quella di entrare nelle storie di imprenditori e professionisti, mettendoci al loro fianco, nella loro Crescita Professionale e Imprenditoriale, perché è nel sentiero quotidiano del business che troviamo problemi e soluzioni.

Proprio a inizio lockdown, durante un percorso on line, studiato per venir incontro ad uno scenario completamente cambiato ed inatteso, sono nate idee e storie imprenditoriali innovative, pratiche, efficaci.

 

Due imprenditori hanno reagito

Fabio, titolare di un pub, avrebbe potuto abbattersi per il fatto di tenere chiuso il suo locale. Proprio durante il lockdown, insieme ai gruppi di pratica on line che stava frequentando con i coach di LeadershipLab, è nata l’idea di preparare i suoi hamburger, consegnarli a domicilio insieme all’immancabile birra e condividere tutto on line attraverso video dirette per mantenere vivo il rapporto con i propri clienti, facendo nascere così aperitivi in diretta.

Isabelle, unendo la sua creatività nel creare gioielli, alla creatività di una sarta, ha creato composizioni, parure di gioielli e mascherine, da spedire a domicilio e sempre attraverso dirette on line mostrare i vari passaggi che portano a vere e proprie creazioni personalizzate, con uno slogan che è diventato il suo brand.

Gli esempi sopracitati, non sono frutto del caso. Rappresentano in modo tangibile, cosa significhi essere imprenditori oggi unito alla volontà continua di allenarsi e formarsi per trovare sempre soluzioni.

 

Nessuno dice che far business è semplice, noi non apparteniamo a quella cerchia di Business Coach che mostrano ricette facili e brevi e che tutto è meraviglioso e il successo assicurato.

 

Le storie di Fabio, Isabelle, di noi tutti di LeadershipLab mostrano che difronte a qualcosa di totalmente inatteso, imprevedibile, anche terribile a volte, puntiamo alla soluzione.

 

Questo non significa non versare mai lacrime e sudore, avere momenti di scoraggiamento o di dubbio, sono aspetti che fanno parte del processo.

 

Se sei allenato a pianificare, a curare i particolari, a tenerti sempre attivo, a reagire, a studiare alternative se il piano A non dovesse funzionare,  il Business avanzerà passo dopo passo inesorabile.

Tutto ciò, la capacità di reagire, è possibile a patto di pagare e accettare alcuni fattori. vediamoli insieme in tre step di allenamento:

 

I tre step per allenarsi all’ingiustizia

  • Il primo è un analisi chiara e lucida della situazione attuale

Come in una mappa in cui il punto rosso indica: Io Sono Qui. Senza giudizi e commenti, riconoscere dove ci si trova. Se la propria organizzazione si trova a terra, riconoscerlo, tracciare una linea e partire.

 

  • Il secondo è ammettere di essere Vulnerabili, prevedere situazioni

Come racconta Brenè Brown ricercatrice e narratrice di storie di business), “ in cui ti prenderanno a calci in culo”, mettere in conto di non essere perfetti e immuni da errori o valutazioni, che possono spingere a cambiare strategie.

 

  • Il terzo è appunto ricercare sempre soluzioni e strade

Allenarsi all’ingiustizia, significa anche mantenere fisso lo sguardo verso il proprio obiettivo, sapendo che sarà il risultato di piccoli passi alla volta.

Noi coach di LeadershipLab è quello che stiamo facendo in questo periodo con i nostri clienti, un allenamento costante e inesorabile, fatto di condivisione, strategie, idee, sperimentazioni, mettendo in conto che nel business come nella vita l’imprevedibile, l’ingiustizia possono sempre essere dietro l’angolo, la sfida è quella di farci trovare  pronti.

 

Tu come ti alleni ogni giorno all’imprevedibile?

Quali sono le strategie che stai mettendo in campo?

 

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